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"Una storia vera": il road movie sulla gioia di avere un fratello

Una storia vera (The Straight Story) è un film del 1999 diretto dal registra David Lynch. La trama si basa di una fatto di cronaca realmente accaduto dove protagonista è Alvin Straight, un contadino dell’Iowa.

Questo contadino, nel 1994, percorse ben 240 miglia (sono circa 380 km) a bordo del suo trattore rasa erba per andare a trovare il fratello, sopravvissuto ad un attacco cardiaco.

Ci mise 6 settimane a raggiungere la casa del fratello perché viaggiava ad appena 8 km all’ora.

Presentato al 52º Festival di Cannes, questo film ottenne un ottimo successo di critica e pubblico, anche in virtù della stupenda colonna sonora, scritta dal premio oscar Gaetano Badalamenti.


Durante il suo lungo viaggio, Alvin Straight, di anni 73, incontra molte persone, senza avere la certezza di trovare ancora vivo il fratello, con il quale non si parla da anni.

Così conoscerà una ragazza scappata di casa, un gruppo di ciclisti, una coppia di coniugi molto affabili, i due buffi meccanici gemelli. Personaggi di una dolcezza e di una delicatezza davvero soprendente.

Ma il più delicato, quello al quale ci affezioneremo di più, resta sicuramente Alvin. Sarà proprio il magnifico paesaggio americano, davvero mozzafiato, ad accompagnarlo direttamente fino a casa del fratello che per prima cosa gli chiederà:

“Hai fatto tanta strada con quel coso per venire da me?". E Alvin risponderà: "Sì, Lyle". Come se l’impresa appena compiuta, fosse stata anche la più naturale possibile.

Una curiosità: il titolo originale, "The Straight Story", contiene un gioco di parole, perchè vuol dire "La storia di Straight" (il protagonista del film), ma anche "La storia dritta", che indica la linearità del viaggio effettuato dal protagonista, una metafora della vita stessa.

La vita che nel momento della malattia e del dolore, fa scomparire tutto il rancore, lasciando solo la voglia di parlarsi, di tornare ad ascoltarsi. Per riscoprire una sintonia tra fratelli, perduta forse, ma non certo per sempre, che può essere ripresa in mano, proprio come una delle tante piante che Alvin coltiva nel suo orto.

Un'emozione così forte che vale la pena viverla fino in fondo, senza far caso alla stanchezza del viaggio.


Maria Serena Cavalieri


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