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La grande arte e la grande storia in prima visione

E’ in uscita, precisamente a partire dal 2 febbraio 2016, un film che permetterà alle nuove generazioni di avvicinarsi alla vita e all’opera di un grandissimo artista spagnolo.

Stiamo parlando di “Goya – Visioni di carne e sangue”. Il film è prodotto e interamente curato dalla National Gallery di Londra ed è incentrato proprio sul pittore Francisco José de Goya y Lucientes.

Nato nel 1746 e morto nel 1828, Francisco Goya, è universalmente considerato tra i principali artisti spagnoli di ogni tempo.

Grande anticipatore di correnti artistiche moderne, ha saputo raccontare l’inquietudine dell’uomo e ci ha regalato inoltre un interessante spaccato della società in cui visse.


La sua opera di ritrattista, ha emozionato e raccontato intere generazioni di nobili e meno nobili, ma sempre in modo spigliato, originale, a volte divertente e comunque mai scontato.


Oggi il film di David Bickerstaff porta al cinema non solo l’opera di Goya ma soprattutto la sua vita, drammatica per molti aspetti.

Inoltre, il film ci fornisce l’accesso, come spettatori, alla mostra “Goya: the Portraits” della National Gallery di Londra.

Ciò ci consentirà di calarci in tanti commenti a margine su molte opere del pittore, soprattutto di quelle ritrattistiche, fermo restando il grande contributo di molti esperti internazionali, chiamati a dare un giudizio, ma soprattutto, uno spunto di riflessione. Per tutti.


Ancora il 2016, appena iniziato, ci sta per regalare un film di Giulio Ricciarelli, incentrato sulla tragedia della Shoah . Si tratta di “Il Labirinto del silenzio” in uscita nelle sale il 14 gennaio.

Si tratta di un vero e proprio film-dossier ambientato a Francoforte nel 1958. Racconta le vicende di Johann Radmann, un giovane procuratore.

Avvicinato da Thomas Gnielka, giornalista anarchico e combattivo, conosce Simon, artista ebreo sopravvissuto ad Auschwitz.

Colpito dal dolore di Simon e dall'ostinazione di Thomas, Johann decide di occuparsi di un caso giudiziario.

Testimonianza dopo testimonianza, Johann Radmann prende coscienza del passato prossimo della Germania e avvia una sorta di “secondo processo di Auschwitz”.

Un film sicuramente meritevole di una prima e di una seconda visione.


Maria Serena Cavalieri


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