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Il tempo della creatività

La storia della letteratura per l’infanzia, è costellata di perle preziosissime, tesori che custodiscono le biblioteche e che ammiccano dagli scaffali delle librerie. Storie di gnomi, fate, principi e principesse, ma anche di semplici pezzi di legno.

Charles Dickens, che tante ne ha raccontare di queste storie così piacevoli da leggere al calore di un bel camino acceso, scriveva che “Il tempo acquista una durata tanto maggiore, quanto più la sua fuga sembra rapida”. Ed è proprio il Tempo, il Cronos di greca memoria, che in tanti secoli l’uomo ha rappresentato con mille sfaccettature e volti diversi, un interessante spunto di riflessione, soprattutto per chi, spesso attinge vita e vitalità dal proprio “esser creativi".

Il Tempo concetto fisico sul quale gli scienziati ancora discutono, non è solamente una formula, una serie di numeri. E' il Tempo dell’orologio, allora? Quello con i secondi e i minuti scanditi sulla parete della cucina o sul comodino, sotto forma di quella antipatica sveglia che ci ricorda di alzarci dal letto? Oppure, è il Tempo della storia dell’uomo, quello che abbiamo portato con noi negli zaini, ai tempi della scuola, per poi soffrirci sopra durante le temute interrogazioni, o gli esami universitari?

Io penso a un altro Tempo, al “mio” tempo, perché è quello più autentico. Un Tempo che non ha bisogno di alcuna macchina per farci viaggiare, perché è sufficiente la nostra stessa vita, con le sue inquietudini, ma anche con le sue gioie, a consentirci un percorso incredibile, misterioso, favoloso. Chi vive di creatività, vive il “suo” tempo in modo dilatato, quasi infinito. Chi inizia un progetto, non guarda l’orologio! Non fissa le lancette di un tempo che non gli appartiene.

L’unica fretta che conosce, è la voglia di vedere “finito” il proprio progetto, che a volte si fa tanto intensa, da diventare adrenalinergica e frenetica. La voglia di poter vedere e toccare un’idea che si fa. Dal gomitolo al maglione, qualcuno diceva. Dalla carta al giocattolo. Dalla stoffa al vestito. Dallo zucchero alla torta.

E spesso le idee, chi crea le prende proprio da quelle storie, da quelle fiabe, che ci parlano di tempi antichi, ormai passati ma che possono ancora rivivere, chiamati dentro il “mio” tempo. Un tempo della memoria, che sa di boschi incantati, dove fate ed elfi corrono tra gli alberi, il tempo del regno di M. Ende racconta nel suo libro “La storia Infinita": Scrive l'autore nel suo stupendo romanzo: “Una volta sognato, un sogno non può finire nel nulla. Ma se la persona che lo ha sognato non se lo ricorda, dove va a finire? Qui da noi a Fantasia. Li sotto sono depositati tutti i sogni dimenticati. Tutta Fantasia posa su di essi”.

Il sogno stesso non è forse mai stato così reale, come tra le mani di un creativo. Perché tra quelle mani, un progetto prende vita. Ed è come se un angelo in quel momento mettesse le ali. Perché un’idea nella testa, è un sogno, un progetto, che prende vita attraverso le mani, gli occhi, le orecchie, il cuore, di chi crea.

Maria Serena Cavalieri


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