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I "racconta storie" di eri, ma soprattutto di oggi

Capita spesso ai genitori dei bambini di oggi, di ritrovare per caso, alcuni loro vecchi libri di storie e fiabe. Sono libri quasi sempre illustrati e a volte segnati, in qualche pagina, da tempere o pennarelli.

Tra questi libri appartenuti ai bambini di ieri, ci sono le fiabe che ascoltano con entusiasmo anche i bambini di oggi. Sono quelle, ad esempio, che raccontava Mamma Oca.

Ma chi era Mamma Oca? Un autentico cantastorie, in grado di incantare chiunque avesse avuto la fortuna di incontrarla. Si tratta, inoltre, di una celebre raccolta pubblicata da Charles Perraul e tradotta in italiano come "I racconti di Mamma Oca".

E’ un personaggio unico, Mamma Oca, una sorta di archetipo, che riveste i panni di un anziana signora di campagna, grande appassionata di storie da leggere ad alta voce.

Ma come può un personaggio così tradizionale possedere quella interattività che è tanto nelle corde dei nostri bambini? Innanzi tutto, la figura del raccontastorie, ha avuto già modo di sperimentare l’approccio alle nuove tecnologie.

Pensiamo alla serie chiamata “I raccontastorie” pubblicata in Italia nella metà degli anni ’80. I bambini potevano comprare in edicola il fascicolo con l’audio cassetta abbinata ed ascoltare così le storie in autonomia.

Una particolarità: in quel caso le fiabe erano lette da grandi interpreti, come Paolo Poli, Ottavia Piccolo e Gabriele Lavia. E come facevano i bambini che volevano seguire l'audiostoria sul cartaceo, a cambiare pagina? C’era il suono dedicato di un piccolo campanellino.

Ancora prima, e parliamo degli anni ’60, i bambini potevano usufruire di una serie denominata “Le fiabe sonore” distribuita dalla Fabbri. Il disco in vinile, che poteva essere “mangiato” dal mangiadischi, raccontava le storie tradizionali grazie alla straordinaria voce di Silverio Pisu. Penso che molti ancora si ricordino la sigla che annunciava l’inizio di ogni storia.

Oggi, aldilà delle opportunità interattive date dagli audiolibri, vorrei accennare ad alcuni personaggi, che si presentano come peluche e giocabili, ma che rivestono il ruolo del cantastorie. Il primo è YANO distribuito in Italia dalla Giochi Preziosi, tra l’altro collegabile a smartphone e tablet.

Yano interagisce con il bambino dai 3 anni in su, perché consente di segliere la storia che si vuole ascoltare. Ma non solo. Il bambino può addirittura decidere come far finire la storia attraverso l’uso del medaglione di Yano. Completano il personaggio, un morbidissimo corpo e delle buffe espressioni del viso, molto realistiche.

Per i bambini più piccoli, dai 12 mesi, c’è il morbido Orso Cantastorie della Chicco che può parlare e muovere la bocca raccontando storie e canzoncine. Non mancano gli effetti sonori. L’orso viene attivato semplicemente premendo le sue manine e i suoi piedini. Interessantissima la possibilità di fruire di tutti i contenuti, sia in italiano che in inglese.

In ultimo, possiamo soffermarci sull’interessante app “Raccontastorie” disponibile per Iphone. Oltre al ricco archivio di storie a disposizione, abbiamo la possibilità di registrare la nostra voce. Così da diventare anche noi, dei veri raccontastorie. E cosa ci sarà di più bello per i nostri bimbi che ascoltare le fiabe direttamente dalla voce di mamma e papà anche quando non potremo essere presenti accanto lui?

Maria Serena Cavalieri



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